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Il cinema delle stanze vuote

  • Autori: Isabella Cesarini e Luigi Iannone
  • Introduzione di Donato Novellini
  • ISBN 978-88-6542-562-6
  • Pagine: 96
  • Anno: 2017
  • Formato: 15 x 21 cm
  • Collana: Biblioteca di studi umanistici, 17
  • Supporto: libro cartaceo
Valutazione: Nessuna valutazione
Prezzo:
Prezzo di vendita: 11,00 €
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Descrizione

«Io arranco tra tutti quei fili di lana grigi che mi si attaccano alle gambe. Sono così pesanti da trascinare».
Così la Justine di Lars von Trier in Melancholia. Uno stato peculiare del malinconico che vive la propria vita in slow motion, mediante un movimento lento, con un’occhiata nostalgica al passato e l’altra disincantata verso il futuro.
Questo volume fonda le proprie trame sulla “malinconia” e dentro lo sguardo che taluni capolavori della cinematografia mondiale le rivolgono. Grazie invero a una forza straordinaria, il cinema riesce a indurci a una riflessione fulminea. Un solo sguardo, un dialogo immortalato dalla macchina da presa, lunghe sequenze su un ambiente naturale, un silenzio tra due amanti oppure una musica appena avvertita possono regalare rapidità di comprensione e al contempo complessità di riverberi e di contenuti.
Pur non trascurando talune correlazioni filosofiche e letterarie (Drieu La Rochelle, Emil Cioran o Carmelo Bene), il libro si compone di tre capitoli che entrano nello specifico di alcuni film e nelle pieghe di importanti registi quali Pietro Germi, Louis Malle, Federico Fellini, Ingmar Bergman, Andrej Tarkovskij, Lars von Trier, Wes Anderson e Sean Penn.
Ne vengono rimarcate connessioni, diversità stilistiche e di linguaggio, a dimostrazione che all’interno di un’opera cinematografica la mestizia dell’esistenza si possa dispiegare in mille complementari fotogrammi.

Isabella Cesarini, critica cinematografica, laurea in Lettere moderne presso l’Università La Sapienza di Roma. Triennale in Pedagogia clinica presso l’I.S.F.A.R. (Istituto Superiore Formazione Aggiornamento Ricerca) di Firenze. Scrive di cinema, musica, teatro e letteratura per Il GiornaleOFF, L’intellettuale dissidente e Barbadillo.
Luigi Iannone collabora alle pagine culturali de Il Giornale, per la rivista Nazione futura e per vari giornali online. Ha scritto per il Secolo d’Italia, L’Indipendente, Il Roma, Panorama e Il Borghese. Ha pubblicato una dozzina di libri tra cui ricordiamo: Manifesto antimoderno (2010), Il profumo del nichilismo (2012), Umanità al tramonto. Critica della ragion tecnica (2016) e L’Ubbidiente democratico (2016).

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«Io arranco tra tutti quei fili di lana grigi che mi si attaccano alle gambe. Sono così pesanti da trascinare».
Così la Justine di Lars von Trier in Melancholia. Uno stato peculiare del malinconico che vive la propria vita in slow motion, mediante un movimento lento, con un’occhiata nostalgica al passato e l’altra disincantata verso il futuro.
Questo volume fonda le proprie trame sulla “malinconia” e dentro lo sguardo che taluni capolavori della cinematografia mondiale le rivolgono. Grazie invero a una forza straordinaria, il cinema riesce a indurci a una riflessione fulminea. Un solo sguardo, un dialogo immortalato dalla macchina da presa, lunghe sequenze su un ambiente naturale, un silenzio tra due amanti oppure una musica appena avvertita possono regalare rapidità di comprensione e al contempo complessità di riverberi e di contenuti.
Pur non trascurando talune correlazioni filosofiche e letterarie (Drieu La Rochelle, Emil Cioran o Carmelo Bene), il libro si compone di tre capitoli che entrano nello specifico di alcuni film e nelle pieghe di importanti registi quali Pietro Germi, Louis Malle, Federico Fellini, Ingmar Bergman, Andrej Tarkovskij, Lars von Trier, Wes Anderson e Sean Penn.
Ne vengono rimarcate connessioni, diversità stilistiche e di linguaggio, a dimostrazione che all’interno di un’opera cinematografica la mestizia dell’esistenza si possa dispiegare in mille complementari fotogrammi.

Isabella Cesarini, critica cinematografica, laurea in Lettere moderne presso l’Università La Sapienza di Roma. Triennale in Pedagogia clinica presso l’I.S.F.A.R. (Istituto Superiore Formazione Aggiornamento Ricerca) di Firenze. Scrive di cinema, musica, teatro e letteratura per Il GiornaleOFF, L’intellettuale dissidente e Barbadillo.
Luigi Iannone collabora alle pagine culturali de Il Giornale, per la rivista Nazione futura e per vari giornali online. Ha scritto per il Secolo d’Italia, L’Indipendente, Il Roma, Panorama e Il Borghese. Ha pubblicato una dozzina di libri tra cui ricordiamo: Manifesto antimoderno (2010), Il profumo del nichilismo (2012), Umanità al tramonto. Critica della ragion tecnica (2016) e L’Ubbidiente democratico (2016).