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Le lettere di Giovanni il cinese e Conversazioni con l'Ebreo errante

  • Autore: Goldsworthy Lowes Dickinson
  • Traduzione di Claudio Spadaccini
  • ISBN 978-88-6542-539-8
  • Pagine: 118
  • Anno: 2017
  • Formato: 12 x 19,5 cm
  • Collana: Tascabili, 4
  • Supporto: libro cartaceo
Valutazione: Nessuna valutazione
t04
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Descrizione

Goldsworthy “Goldie” Lowes Dickinson nacque nel 1862 a Londra. Nel 1881 s’iscrisse alla facoltà di lettere classiche del King’s College di Cambridge dove nel 1896 divenne professore di Scienze Politiche. Frequentò il Bloomsbury Group e fu amico di Bertrand Russell, del pittore Roger Fry, di Virginia Woolf e di altre importanti personalità della vita culturale inglese a cavallo dei due secoli.
In Le lettere di Giovanni il cinese, Dickinson, indignato per la condotta delle potenze occidentali durante la rivolta dei Boxer in Cina, trasforma Giovanni da leggendaria caricatura dell’immigrato cinese in simbolo della saggezza e razionalità della sua nazione e gli affida una spietata requisitoria contro l’imperialismo, il nazionalismo, l’irrazionalismo e l’ipocrisia della civiltà europea dell’inizio del XX secolo.
Nelle Conversazioni con l'Ebreo errante, un’opera incompiuta scritta all’inizio degli anni Venti, l’autore, invece, immagina che un diplomatico inglese, che sta lavorando alla conferenza di pace di Parigi nel 1919, incontri nei giardini del Lussemburgo un misterioso e saggio pazzoide che crede di essere l’Ebreo errante. In un dialogo col narratore, con Lloyd George e Clemenceau  il protagonista con vana e commovente razionalità mette alla berlina le politiche e le idee che condussero le potenze europee nel baratro della Prima Guerra mondiale.

 

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Goldsworthy “Goldie” Lowes Dickinson nacque nel 1862 a Londra. Nel 1881 s’iscrisse alla facoltà di lettere classiche del King’s College di Cambridge dove nel 1896 divenne professore di Scienze Politiche. Frequentò il Bloomsbury Group e fu amico di Bertrand Russell, del pittore Roger Fry, di Virginia Woolf e di altre importanti personalità della vita culturale inglese a cavallo dei due secoli.
In Le lettere di Giovanni il cinese, Dickinson, indignato per la condotta delle potenze occidentali durante la rivolta dei Boxer in Cina, trasforma Giovanni da leggendaria caricatura dell’immigrato cinese in simbolo della saggezza e razionalità della sua nazione e gli affida una spietata requisitoria contro l’imperialismo, il nazionalismo, l’irrazionalismo e l’ipocrisia della civiltà europea dell’inizio del XX secolo.
Nelle Conversazioni con l'Ebreo errante, un’opera incompiuta scritta all’inizio degli anni Venti, l’autore, invece, immagina che un diplomatico inglese, che sta lavorando alla conferenza di pace di Parigi nel 1919, incontri nei giardini del Lussemburgo un misterioso e saggio pazzoide che crede di essere l’Ebreo errante. In un dialogo col narratore, con Lloyd George e Clemenceau  il protagonista con vana e commovente razionalità mette alla berlina le politiche e le idee che condussero le potenze europee nel baratro della Prima Guerra mondiale.