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Fuori collana
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Maria De Simone Palatucci
La responsabilità penale del medico
Introduzione di Franco Roberti
Prefazione di Antonio Guerriero
isbn 978 88 6542 017 1, p. 240, € 15,00.
2010, formato 14 x 21 cm
Il tema della responsabilità professionale
del medico, sia civile che penale, costituisce probabilmente uno dei
problemi più delicati, complessi e controversi che abbiano affannato la
dottrina e la giurisprudenza. Problema scientifico e deontologico, prima
ancora che giuridico, oggetto di dispute potenzialmente infinite a causa
della natura peculiare del campo di azione dell’attività sanitaria.
Il testo di Maria De Simone Palatucci - La responsabilità penale del
medico - ripercorre con rigore e passione le alterne vicende
dottrinarie e giurisprudenziali sviluppatesi intorno al cruciale
problema del nesso di causalità materiale tra condotta del medico - in
particolare, omissiva - ed evento dannoso, alla stregua della teoria
condizionalistica, di quella probabilistica e, infine, di quella della
causalità adeguata...
(Franco Roberti)
Il pregevole studio su La responsabilità penale del medico
dell’Avv. Maria De Simone Palatucci, pronipote del famoso martire di
Dachau che salvò migliaia di ebrei dallo sterminio nazista, consente di
soffermarci su tematiche di fondo nel rapporto tra professione sanitaria
e responsabilità connesse a tale attività.
L’Autrice ricostruisce in modo lucido la tematica in esame, trattando
con chiarezza aspetti controversi tra cui: il nesso causale e la
responsabilità del medico rispetto a condotte commissive ed omissive;
l’importanza sempre crescente del consenso del paziente e requisiti per
il trattamento sanitario; la giurisprudenza in materia di trattamento
medico arbitrario; la colpa penale medica e la responsabilità degli
amministratori delle strutture sanitarie pubbliche e delle equipe
mediche...
(Antonio Guerriero) |
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Virginio Gambone
Vocabolario montellese-italiano
con note semantiche,
etimologiche, fonetico-fonologiche,
linguistico-grammaticali, storico sociali
isbn 978 88 6542 013 3, p. 428, € 32,00.
2010, formato 17 x 24 cm
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Francesco Iannello, Emanuela Marmo, Maria
Savarese
Oreste Zevola. Saturn’s Banquet
a cura di Maria Savarese
isbn 978 88 89579 66 4, p. 20, € 3,00.
2009, formato 11 x 16 cm
Saturno è morto, viva Saturno!
Oreste Zevola ripercorre le sue tracce attraverso la via della scultura:
e la sua ricerca culmina in Saturn’s Banquet, una suggestiva
istallazione, un banchetto apparecchiato su un tavolo ricoperto di
cenere nera con cui l’artista rievoca i Saturnalia, ovvero le feste che
gli antichi romani dedicavano a Saturno, divinità che incarnava l’Età
dell’oro, un’epoca di pace e prosperità, durante la quale gli uomini
vivevano insieme agli dèi, senza preoccupazioni, fatiche e dolori, senza
mai invecchiare, ma addormentandosi dolcemente nel sonno della morte. La
terra dava loro spontaneamente tutto ciò di cui avevano bisogno. Un
percorso dal mito al contemporaneo in cui il grafismo peculiare di
Zevola e l’amore per la decorazione si combinano con una nuova
essenzialità, con l’eleganza dei singoli elementi e la scenografia
dell’insieme, trasportando gli spettatori in una dimensione sospesa, in
cui l’antico e il moderno, il tempo e lo spazio si perdono, per giungere
all’Arte. |
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Antonella Marciano
Giovanni Antonio Dosio fra disegno dell’antico
e progetto
prefazione di Carmine Gambardella
isbn 978 88 89579 60 2, p. 320, esaurito.
2008, formato 20 x 26 cm
L’architettura è espressione di una certa visione del mondo ma la
rappresenta anche non appena la si guardi come complessità
multidimensionale di pen-sieri, di emozioni, di regole tecniche e di
convenzioni culturali che rende percepibile e comprensibile la forma
come testimonianza storicizzata del tempo. Di qui, anche per l’opera di
Dosio, va indagato quel confine evanescente tra Disegno del già fatto e
Disegno del da farsi.
Carmine Gambardella
Dosio è un disegnatore dell’antico e del moderno potente e preciso,
aspira alla massima oggettività, laddove anche la sola diversa pressione
di una matita sul foglio costituisce una inevitabile sottoscrizione
della propria personalità, delle proprie curiosità, della propria
volontà, del proprio metodo. Eppure anche la sola pretesa di
scientificità è il segno di una scelta, presuppone un metodo e prefigura
un fine. Il tentativo di guardare alle architetture del passato con
distacco, come uno storico positivista, costituisce il presupposto per
la formazione di un’opera organica, in cui il presente e passato
coesistono, e si alimentano di un continuo scambio osmotico. Dosio fissa
su foglio le opere contemporanee mescolandole con il rilievo dell’antico
per cogliere il filo, la traccia, il lessico originario da cui le prime
hanno tratto linfa e vita.
Antonella Marciano
Antonella Marciano è Architetto e Dottore
di Ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbani-stica dell’Istituto
Universitario di Architettura di Venezia, Docente a contratto di Storia
dell’Ar-chitettura presso la Facoltà di Architettura del-l’Università di
Napoli “Federico II”. La sua attività scientifica spazia dalle ricerche
sulla storia del-l’architettura moderna e contemporanea e sulla storia
della rappresentazione dell’architettura agli aspetti metodologici
critici inerenti tematiche di-sciplinari più finalizzate quali il
Disegno come tracce documentarie per gli interventi di recupero edilizio
e urbano. |
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Molise. Usi civici e
paesaggio
a cura di Carmine Gambardella
isbn 978-88-89579-59-6, p. 412, fuori commercio.
2008, formato 20 x 26 cm
Il lavoro di consulenza scientifica per il servizio di formazione
dell’inventario informatizzato delle terre collettive e dei beni civici
per dati e cartografia dell’intero territorio regionale previsto dalla
Convenzione con la Regione Molise, ha assunto per il nostro gruppo di
ricerca una connotazione più ampia, includendo l’analisi delle
ripercussioni che la presenza di tali vincoli hanno avuto ed hanno
ancora oggi sul territorio interessato, per comprendere in che modo
possano essere valorizzati come risorsa per lo sviluppo locale nel
futuro.
Nel corso dell’analisi è risultato uno stretto legame tra la tutela
degli usi civici e quella del paesaggio, per cui le due dimensioni sono
spesso state interrelate in modo da valutare il reciproco beneficio
nell’azione di salvaguardia e valorizzazione.
L’applicazione del nostro metodo di indagine, basato sulla
discretizzazione di tutte le componenti materiali ed immateriali che
contribuiscono a determinare l’essenza del territorio, ci ha consentito
di valutare la presenza delle terre collettive sotto molteplici aspetti:
giuridici, storici, sociologici,economici, aspetti legati alla memoria
ed all’identità dei luoghi e delle popolazioni, o ancora aspetti legati
alle politiche del territorio.
Le dimensioni analizzate emergono facilmente nell’articolazione di
questo volume: ai contributi iniziali di carattere metodologico, che
chiariscono il protocollo operativo impiegato per lo svolgimento
dell’attività conoscitiva finalizzata alla realizzazione dell’inventario
informatizzato oggetto della Convenzione, seguono contributi che,
partendo dalle fonti, discretizzano la conoscenza analizzandola nelle
singole componenti, dalla rappresentazione all’evoluzione del paesaggio,
dal contesto normativo ed estimativo alle proposte per la
valorizzazione, dalla lettura critica delle fonti cartografiche agli
aspetti storici legati all’utilizzo del suolo ed al paesaggio, ed infine
ai casi di studio specifici.
In tal modo, è stata raggiunta una conoscenza del territorio tale da
consentire di individuare i criteri per la definizione di possibili
scenari compatibili con la conservazione della memoria dell’uso civico e
della tutela del paesaggio, che tengano conto delle esigenze proprie
dell’uomo e della collettività nel loro storico autoriprodursi, in
termini di sicurezza, qualità dell’ambiente e della vita.
Infine, i saperi raggiunti sono stati re-istituiti in forma sintetica
nell’appendice di questo volume, in cui sono raccolte le schede
descrittive relative ai 136 comuni della Regione Molise, che riportano i
dati amministrativi, le emergenze naturalistiche, archeologiche e
storiche, le festività e tradizioni locali, accanto a quelli relativi
alla catalogazione delle aree gravate da uso civico.
L’intero volume è arricchito da materiale fotografico, cartografico e
archivistico, schede riassuntive e tabelle, che agevolano una lettura
integrata delle differenti problematiche analizzate, ed in maniera
complementare all’inventario informatizzato pubblicato in internet,
vuole essere uno strumento di conoscenza e sensibilizzazione verso le
tematiche della tutela e del rispetto dell’ambiente e delle sue
tradizioni come volano per lo sviluppo locale. |
Copie non vendibili
perché acquistate dal Dipartimento di
Cultura del Progetto della Seconda Università degli studi di Napoli
per attività istituzionali
e di ricerca |
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Francesca Romana Moretti
Il muro
Un itinerario
rappresentativo
premessa di Carmine Gambardella
isbn 978-88-89579-52-7, p. 164, esaurito.
2008, formato 20 x 26 cm
Il muro nella sua valenza fisica e logico-concettuale, attraverso una
rappresentazione dell’architettura intesa come delimitazione,
ripartizione spaziale, definizione del confine tra spazio incluso ed
escluso, scandito attraverso forme precise determinate dal numero e
dalla misura. In architettura è l'idea stessa di spazio che rimanda
inevitabilmente al separare come atto fondativo; tutti gli schemi e i
modelli con cui vengono rappresentati gli spazi fisici e logici occupati
da una generica organizzazione implicano la delimitazione di un confine.
Sul piano fisico l'idea del limite si assimila a quella del muro,
elemento primario del fare architettura, mezzo costruttivo universale
che ne costituisce l'archetipo; primo elemento costruito dall'uomo che
divide lo spazio interponendosi come ostacolo tra due punti o,
articolandosi e chiudendosi su se stesso, ne circoscrive una parte
assumendo precise configurazioni. Austero nelle masse del romanico,
nervoso nel gotico, malleabile ai virtuosismi nel barocco, etereo nel
neoclassico, diventa evanescente in gran parte della produzione
architettonica contemporanea. Come altri elementi tipologici
dell'architettura, il muro permette di affrancare la complessità del
rapporto tra l’uomo e spazio; fondamento della costruzione, barriera
insormontabile, simbolo di reclusione ma, anche, recinto protettivo,
contenitore di energia; con le sue contraddizioni e le sue ambivalenze
rappresenta un paradigma complesso di funzioni, tecnica e creatività.
Francesca Romana Moretti, architetto,
dottore di ricerca in Rilievo e Rappresentazione dell’Architettura e
dell’Ambiente. |
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Ornella Zerlenga
Rappresentazione
geometrica
e gestione
informatica dei modelli
Disegno ornamentale_Intersezione di superfici
prefazione di Carmine Gambardella
isbn 978-88-89579-56-5, p. 176, € 22,00.
2008, formato 21 x 29,7 cm
Questo libro non è un testo sul disegno decorativo, né sulle superfici
geometriche … è, invece, un testo che invita alla formazione di un
‘pensiero geometrico’ finalizzato alla comprensione di alcuni aspetti
relativi a questi argomenti, come la genesi configurativa di un motivo
ornamentale a matrice geometrica oppure il controllo mentale e la
comprensione di un problema spaziale di grande complessità come, per
l’appunto, quello dell’intersezione di superfici. In tal senso, questo
libro si inserisce in un filone di ricerca e formazione, che intende il
pensiero geometrico in architettura e nel design come una conoscenza
fruttuosa, per niente superata, ma rivolta tanto alla comprensione dei
fenomeni esistenti quanto a una creatività progettuale del fare,
consapevole e responsabile … ma non solo.
Oggi l’Università è chiamata ancora una volta a rivedere i suoi percorsi
formativi e ad aggiornare i suoi modelli sulla scorta di una realtà
contestuale diversa, che impone velocità di operazione e
specializzazione dei saperi. In tal senso, la formazione metodologica
nella comprensione, impostazione e risoluzione dei problemi si impone
come obiettivo primo nella formazione universitaria, che deve essere al
passo sia nella conoscenza che nelle procedure. Ciò significa che la
formazione disciplinare va attualizzata e, sempre più, alla conoscenza
delle problematiche va associata una visualizzazione e modellazione
delle stesse attraverso lo strumento informatico … pertanto, conoscenza
geometrica e rappresentazione informatica devono tendere a un unico
obiettivo, il ‘controllo mentale’ delle problematiche spaziali; fra
queste, quelle legate alla tassellazione del piano e all’intersezione di
superfici ne costituiscono qui un esempio.
Ornella Zerlenga. Architetto. Professore
associato di Disegno presso la Facoltà di Architettura Luigi
Vanvitelli della Seconda Università degli Studi di Napoli dove
insegna “Rilievo dell’architettura”, “Fondamenti e applicazioni di
geometria descrittiva”, “Grafica computerizzata”. Fra le sue
pubblicazioni: La forma ovata in architettura (CUEN, 1997);
Sulle ali di una farfalla (CUEN, 2000); Su alcuni esempi di
superfici rigate in architettura (a cura di A. Ventre, ESI, 2002);
Numero e geometria. Il disegno di progetto delle Vele (a cura di
G. Fusco, Clean, 2003); Il disegno della città di Napoli
rappresentata in Pianta e Veduta (Ikhnos, 2004); Napoli
rappresentata da Francesco Cassiano de Silva (G. Amirante, M.
Pessolano, ESI, 2005); Immagini mediterranee della Costiera
Amalfitana (a cura di M. Giovannini, D. Colistra, Kappa, 2006);
Dalla grafica all’infografica. Nuove frontiere della rappresentazione
nel progetto di prodotto e di comunicazione (Claudio Grenzi Editore,
2007); Mediterraneo rappresentato (a cura di M. Giovannini, G.
Ginex, Kappa, 2008); … Misure in divenire … Rilievo multidimensionale
dei nuovi contesti urbani fra permanenze e contaminazioni (La scuola
di Pitagora editrice, 2008). |
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Ornella Zerlenga
… MISURE IN DIVENIRE…
MEASURES IN TO BECOME ...
RILIEVO
MULTIDIMENSIONALE DEI NUOVI CONTESTI URBANI FRA PERMANENZE E
CONTAMINAZIONI
NEW URBAN CONTEXTS MULTI DIMENSIONAL RELIEF BETWEEN PERMANENCES AND
CONTAMINATIONS
prefazione di/Preface by Carmine Gambardella
isbn 978-88-89579-50-3, p. 88, € 15,00.
2009 (II edizione), formato 21 x 29,7 cm
All'interno della formulazione di programmi finalizzati alla
riqualificazione dell'ambiente costruito e naturale da sempre il rilievo
ha assunto un ruolo preminente di osservazione e lettura critica dei
contesti per restituirne una conoscenza orientata al progetto. Il
dibattito scientifico-culturale maturato in questi decenni nel campo
delle discipline del rilievo e della rappresentazione dell'architettura
e dell'ambiente (costruito e/o naturale) ha restituito posizioni
partecipate e condivise circa le metodologie e le prassi da adottare nei
riguardi di operazioni che della realtà architettonica e ambientale sono
state rivolte a restituire la conoscenza in termini di indagini
quantitative dei contesti esaminati come la dimensione
morfologico-figurativa, lo stato di conservazione, ecc. A questi
interrogativi, il protocollo procedurale e l'innovazione tecnologica nel
settore del rilevamento strumentale (sempre più potente, quest'ultimo,
rapido e preciso nelle sue acquisizioni e restituzione di dati) hanno
assicurato indiscusse risposte autorevoli.
Ma oggi nuove riflessioni investono l'area del rilievo e della
rappresentazione dell'architettura e dell'ambiente circa le modalità del
suo operato e i risultati da perseguire … le cose cambiano velocemente …
ed è rispetto a nuovi scenari in divenire che la cultura del rilievo
deve misurarsi per rispondere su quali conoscenze debba oggi assicurare
nella sua azione di confronto critico con le risorse e le aspettative di
un territorio. |
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Manuela Piscitelli
Il disegno
dell’architettura. Tecniche della rappresentazione
isbn 978-88-89579-49-7, p. 204, € 20,00.
2008, formato 20 x 26 cm
Leonardo da Vinci definiva l’occhio come il principale strumento di
conoscenza, ed il disegno come il mezzo più idoneo per registrare gli
oggetti osservati, ma anche per ideare immagini nuove. Il disegno era
considerato un metodo per conoscere il mondo, per comprenderlo, per
ideare cose nuove, ed infine per trasmettere le conoscenze acquisite.
Allo stesso modo, Le Corbusier definiva il disegno “un mezzo per
osservare nonché per scoprire”, ma anche per ricordare, e
successivamente per “inventare e creare”. La rappresentazione è la
modalità attraverso la quale l’architetto materializza le sue idee,
dapprima in maniera gestuale attraverso schizzi che tentano di cogliere
un’intuizione, fermare un pensiero, poi in forme sempre più definite per
controllare le modalità di aggregazione, i volumi, gli effetti della
luce, le caratteristiche compositive, ed infine attraverso strumenti
sempre più precisi che verifichino strutture, impianti, dettagli, nel
dispiegarsi del processo progettuale che porta alla realizzazione
dell’architettura. È evidente allora, dato lo stretto legame tra il
pensiero dell’architetto e la rappresentazione, che le forme
architettoniche progettate corrispondono in qualche modo agli strumenti
ed alle tecniche che il progettista aveva a disposizione per elaborare
le sue idee. Oggi disponiamo di strumenti assolutamente nuovi nella
storia del disegno: i software per il disegno assistito, la grafica
computerizzata, le simulazioni, la realtà virtuale, offrono
all’architetto nuove modalità di rappresentazione fatte di connessioni
dinamiche, interrelazioni, multidimensioni. Nel processo progettuale
come nella rappresentazione di oggetti esistenti possiamo adoperare
quella che Carmine Gambardella definisce “una nuova cassetta degli
utensili omologa alla forma del nostro tempo”. E da questa possibilità
devono discendere nuovi modi per conoscere, rappresentare ed analizzare
la realtà in tutta la sua complessità, per progettarne la modificazione. |
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Misura e Identità
Atti del convegno
internazionale
Napoli 9-10-11 novembre
2006
a cura di Carmine Gambardella, Fabio
Iannotta, Manuela Piscitelli
isbn 978-88-89579-20-6, p. 340,
esaurito.
2007, formato 20 x 26 cm
L’identità dei luoghi è un patrimonio imprescindibile nei processi
educativi per elevare il capitale umano e per rendere competitivo il
territorio di appartenenza nell’attuale epoca caratterizzata
dall’economia della conoscenza?
L’Università rappresenta il garante formativo e scientifico perché ogni
comunità locale possa patrimonializzare e tutelare il proprio contesto
ambientale, considerando i valori fisici e immateriali come grandezze da
misurare, da discretizzare e da rigenerare perché attraversati dalla
conoscenza?
Quale patrimonio consegnare al futuro?
Il tema del convegno è dare risposte a queste domande, in quanto la
condizione dell’abitare, della qualità dell’abitare, deve connotarsi
sempre più come il risultato di una cultura che, fondata sulla misura,
coinvolge e integra globalmente con i fattori sociali e economici i
segmenti del patrimonio riferiti all’identità e alle tradizioni locali,
i soli in grado di sostenere una continuità storica e un’omologazione in
divenire ai manufatti, alle opere, alle azioni dell’uomo. La misura,
dunque, è alla base della conoscenza e di ogni rappresentazione dei
valori fisici e immateriali della realtà e delle tracce documentarie
dell’uomo nella sua evoluzione biologica in funzione del contesto
ambientale in cui vive.
Carmine Gambardella. |
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Le Vie dei Mercanti
Città rete_rete di
città
Atti del quarto forum
internazionale di studi
Capri 9-10 giugno 2006
a cura di Carmine Gambardella e Sabina
Martusciello
isbn 978-88-89579-21-3, p. 688, € 50,00.
2007, formato 20 x 26 cm
Città Rete_Rete di Città. Città Rete perché il concetto di Città
sostenibile trae le sue radici dalla conoscenza del patrimonio genetico
della città, dove le attività sono sopportabili in quanto sostenute da
un’azione relazionale che orienti il processo di sviluppo senza
oltrepassare il limite imposto dalla conoscenza alla data. Una sempre
maggiore conoscenza, dunque, genera un processo virtuoso e amplia il
limite dell’orizzonte (di riomologazione) di Idea di Città sostenibile.
Un’idea già presente nel nostro immaginario nella città di Ottavia
visitata da Italo Calvino e trasferitaci nel suo concetto fondativo “una
rete che serve da passaggio e da sostegno. Tutto il resto, invece
d’elevarsi sopra, sta appeso sotto: scale di corda, amache, case fatte a
sacco, attaccapanni, terrazzi come navicelle, otri d’acqua, becchi del
gas, girarrosti, cesti appesi a spaghi, montacarichi, docce, trapezi e
anelli per i giochi, teleferiche, lampadari, vasi con piante dal
fogliame pendulo. Sospesa sull’abisso, la vita degli abitanti d’Ottavia
è meno incerta che in altre città. Sanno che più di tanto la rete non
regge”.
Rete di Città perché la condizione e il valore di città_rete non può
esaurirsi in sé, ma assume una valenza competitiva data dalla
trasmissione del valore di identità, ovvero dalla capacità di diventare
intersezione e snodo di permutazione delle reti fondato sul suo radicato
storico. Pertanto sarà utile confrontare le ricerche sull’attività di
conoscenza e di patrimonializzazione delle nostre Scuole. Nelle città
caratterizzate da una forte presenza di Università, di Centri di ricerca
di eccellenza, di Centri di Competenza, si sviluppano attività
produttive competitive per l’elevato valore del capitale umano residente
sul territorio. Infatti il patrimonio di conoscenza nella sua
esplicitazione di filiera diventa fondativo di un Disegno di Città
rappresentativo del mercato delle idee provenienti dalle strutture di
alta formazione e ricerca che, tramutandosi in liquidità patrimoniale,
arricchisce la comunità rigenerando la qualità del lavoro e della vita
dell’uomo.
Carmine Gambardella |
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