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Johann Matthias Gesner,
che fu bibliotecario e professore di retorica nell’università di
Gottinga, accrebbe con ricche giunte (introducendovi anche il più
pratico criterio dell’ordi-namento alfabetico delle voci) l’opera
classica, pubblicata per la prima volta nel 1531, che si deve
all’immensa erudizione del grande tipografo-editore, esploratore di
biblioteche, classicista e francesista Roberto I Estienne (lo
Stefano, 1503-59), ca-postipite dell’illustre famiglia france-se
d’umanisti: il Thesaurus linguae Latinae.
Il Gesner arricchì
infatti delle sue annotazioni ai singoli vocaboli, che veniva
scrivendo man mano che procedeva nella lettura, il lessico dello
Stefano, già ampliato, prima di lui, da altri dòtti latinisti.
La critica ha rilevato
in questo dizionario dei meriti particolari, che lo rendono ancor
oggi, nonostante gl’innegabili progressi della lingui-stica e della
lessicografia latina, di grande utilità per lo studioso.
Da qual fonte meglio che
da questa potremmo infatti attingere tante os-servazioni squisite
sul lessico latino di filologi illustri dei secoli passati? E tali
osservazioni giovano non poco alla comprensione della lingua e
del-la storia della letteratura latina.
Dove troveremo un indice
etimo-logico così ampio e chiaro? È questo un sussidio non certo da
disprezzare per chiunque indaghi i rapporti di pa-rentela tra le
parole.
S’aggiunga la traduzione
greca di tutte le voci.
Infine, quest’opera è
necessaria a tutti quelli che studiano il latino degli scrittori
moderni. |
Si sa che il Runchenio
aveva l’abi-tudine d’usare il Thesaurus ogni qual volta
dovesse scriver qualcosa in la-tino, se dubitava del senso o
dell’au-torità di qualche voce. E anche ai tempi nostri il Gesner
séguita a es-sere utile ai cultori della compo-sizione latina, a
motivo dei molti suoi pregi, tra cui degna di nota è la ricchezza
con cui registra le locuzioni.
Ma c’è anche di più: il
Gesner nella trattazione di certe voci è addirittura superiore a
tutti i dizionari oggi in uso. In quest’ultimi infatti alcuni
vo-caboli son trattati meno accurata-mente (per esempio il Gesner
[3, 696, 79] fa correttamente lunga la penultima di parietina,
mentre sba-gliano il Faber, il Nolten, il Forcellini, il Georges, il
Lewis-Short e il dizionario d’Oxford; e un altro fatto curioso: alla
voce abracadabra si troveranno nel Gesner più notizie curiose
che negli altri lessicografi), mentre altri non vi si trovano
affatto: per esempio il so-stantivo neutro veternum, -i
è regi-strato dal Gesner (cfr. ThLL 6, 3, 3137, 45 e Gloss.
2, 464, 24), ma manca nel Forcellini, nel Georges e nel Lewis-Short.
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Nuova prefazione di
Oleg Nikitinski
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Tutte le voci sono
tradotte in greco
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Fraseologia latina
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Indice etimologico
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Edizione maneggevole
ed elegante di un’opera finora difficilmente ac-cessibile
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Un’opera prestigiosa
finalmente
accessibile a
tutti.
L’opera di uno dei
più grandi latinisti
del XVIII
secolo.
Ricche e preziose
annotazioni degli eruditi dal XV al XVIII secolo.
Contiene vocaboli
dell’antichità classica che non si trovano in nessun
dizionario
moderno.
Una mèsse infinita
d’esempi d’autore, scrupolosamente vagliati e interpretati da uno
dei più grandi filologi di tutti i tempi.
Uno strumento di
lavoro insuperato, per l’umanista d’oggi come per quello di ieri. |

Caratteristiche dell’opera:
2 volumi (vol. I, p. 1368; vol. II, p.
1328);
rilegatura rigida telata con
sovraimpressioni dorate sul dorso;
formato maneggevole di cm 23 x 33; veste
grafica chiara ed elegante.
Il costo dell’opera è di 500 euro
(pagabili anche a rate, solo per l’Italia). |