Pythagorea. Studi e testi


2. La tavola di Cebete

Traduzione e cura di Alessandro Barbone

(testo greco a fronte)

isbn 978-88-6542-012-6, p. 156, € 12,00

2010, formato 11 x 18 cm

 

Opera di un anonimo autore eclettico vissuto tra il I e il II secolo d. C., scritta in una lingua così semplice da guadagnarle il titolo di “classico” nell’insegnamento del greco dal Rinascimento fino a tutto l’Ottocento, la Tavola di Cebete segue gli itinerari dell’uomo virtuoso nella vita, dacché nasce fino al conseguimento della felicità, mostrando da un lato le fatiche di un’esistenza spesa alla ricerca della sapienza e della virtù, dall’altro i fallimenti e le disillusioni di coloro che si lasciano ammaliare dalla fortuna e dai vizi. Il nome di Cebete rimanda alla veneranda tradizione pitagorica, cui la Tavola non appartiene per contenuti, giacché la sua dottrina si inserisce pienamente nell’ambito della morale ellenistica, variamente influenzata dal platonismo, dal cinismo e dallo stoicismo. Tanto ammirata da umanisti del calibro del Giraldi e del Gronovio, e ricordata da Vico, Campanella e Leopardi, la Tavola di Cebete è caduta nell’oblio da quando l’interesse per la sua dottrina morale non ha più stimolato letterati e filosofi, insegnanti e studenti. L’edizione della Tavola di Cebete curata da Alessandro Barbone ripropone il testo greco dell’edizione teubneriana con una traduzione italiana inedita, corredata di note puntuali e introdotta da uno studio sui problemi legati all’identificazione del suo autore e alla classificazione della sua dottrina.

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1. Alessandro Barbone
Musica e filosofia nel pitagorismo
Prefazione di Bruno Centrone
ISBN 978-88-89579-78-7, p. 168, € 12,00
2009, formato 11 x 18 cm

La scuola pitagorica ebbe per la musica una predilezione che non si riscontra in nessun altro indirizzo filosofico dell’antichità, perché agli occhi dei filosofi italici l’aspetto numerico delle leggi dell’armonia musicale era una mirabile manifestazione del carattere eminentemente matematico della realtà, e perché essi attribuivano alla musica una funzione catartica nell’ambito di una visione magico-religiosa dell’essere umano.
Le testimonianze su Pitagora alle prese con martelli e incudini nell’atto d’indagare i rapporti matematici delle consonanze, le fonti relative agli esperimenti musicali condotti da Ippaso, le discussioni musicali di Filolao e Archita: questo il materiale studiato dalla monografia di A. Barbone che si sforza di risalire alle teorie musicali dei pitagorici antichi, non mancando di toccare quegli autori che, come Damone, Platone, Aristotele e Aristosseno, del pensiero musicale dei pitagorici furono eredi o critici.

 

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