I tascabili

 


1. Zino Zini

Il congresso dei morti
A cura di Nerio Nesi, introduzione di Giancarlo Bergami,
ISBN 978-88-89579-83-1, p. 126, € 10,00.
2005, formato 12 x 16,5 cm
 

Pubblicato, in pochi esemplari nel 1921 dal Partito Comunista Italiano, all’indomani della fine della prima guerra mondiale, il libro divenne subito introvabile, perché sequestrato e distrutto dal Fascismo.
È una presa di posizione contro la guerra, contro tutte le guerre che sciaguratamente l’umanità ha combattuto. I giovani, i morti di tante battaglie si raccolgono a congresso, e vogliono sapere perché essi, che volevano vivere, sono morti nel fiore degli anni. Parlano prima i responsabili della loro morte (Alessandro, Cesare, Napoleone, Attila, Goffredo di Buglione), poi parlano loro, i morti alle Termopili, i legionari romani, i fantaccini della Rivoluzione francese. Nel bel mezzo del dibattito interviene Cristo, per condannare chi, arbitrariamente, ha creduto di poter combattere in suo nome: l’unica legge che lui ha dato è quella dell’amore. Quando ha finito di parlare, scorge il soldato che a Lambessa gettò la spada. E gli dice: «Di tanti milioni di cristiani che si sono seguiti sulla faccia della terra e che tuttora la popolano, sei rimasto pressappoco l’unico che mi abbia ubbidito».

Zino Zini (1868-1937). Fu professore di filosofia a Torino, ed uno dei protagonisti della vita politica e culturale della città agli inizi del Novecento. Rivelò il meglio di sé nel saggio breve, e nel dialogo filosofico: Il Congresso dei morti (1921), I fratelli nemici (1937).

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