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Progetto e modernità (e-book)

    Dom Paul Bellot architetto ex-centrico
  • Autrice: Maria Carolina Campone
  • Presentazione di Giovanni Carbonara
  • ISBN 978-88-6542-500-8
  • Pagine: 268
  • Anno: 2018
  • Formato: 22 x 21,5 cm
  • Collana: Fabbrica della conoscenza, 62
  • Supporto: file PDF (26 Mb)
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Libro nel formato elettronico (e-book)

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Prezzo:
Prezzo di vendita: 15,60 €
Ammontare IVA: 0,60 €
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Descrizione

Il tema della liturgia rinnovata nel senso cui prima s’è fatto cenno, una volta generalizzato e ricondotto nel campo architettonico, in termini di positiva dialettica fra ‘tradizione’ e ‘modernità’, è precisamente quello affrontato, come scrive l’Autrice, da P. Bellot nel pensare uno “stile cristiano non disattento alle istanze della modernità” o da Schwarz nel “riflettere sulle radici storiche in vista del futuro”. È anche il problema di fondo, proprio d’una religione come la nostra, del rapporto fra “immutabile” (il nucleo di fede, oltretutto ‘rivelata’) e “mutevole” (in ragione del trascorrere storico del tempo, i connessi sviluppi di civiltà e sensibilità delle diverse comunità). Dove nel “mutevole” entra anche, in buona parte, la ‘liturgia’ come espressione figurativa, in gesti e immagini (espressione “plastica” ebbe a dire efficacemente l’architetto Ludovico Quaroni), della celebrazione e dei suoi contenuti teologici ed ecclesiologici. E proprio al servizio della liturgia, non statica ma necessariamente dinamica, nel tempo e nello spazio (si pensi oggi alle plurime forme di espressione liturgica nei Paesi africani ma anche in Asia o in America Latina) si pongono le arti e, prima fra queste, per la sua funzione di coordinamento e raccordo, l’architettura. (dalla Presentazione di Giovanni Carbonara)

MARIA CAROLINA CAMPONE, PhD in Storia e Critica dell’Architettura presso l’Università degli Studi della Campania «Luigi Vanvitelli»; è professore presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli; ha svolto attività di docente a contratto presso l’Università «Vanvitelli» e «Federico II» entrambe di Napoli; collabora con istituti e agenzie di ricerca del MIUR. Ha partecipato a numerosi convegni e fornito contributi su Paolino di Nola e la sua influenza sulla realizzazione di figurazioni per il culto, sull’architettura liturgica di Ferdinando Sanfelice e Domenico Antonio Vaccaro, ha prodotto studi sul neogotico di Giacomo Guarinelli e sull’influenza del pensiero benedettino europeo sulla configurazione delle architetture di culto del Novecento. Tra le sue monografie: Michelangelo Mistico dell’arte (Libreria Editrice Vaticana, 2011); Architetture al soglio. Cemento, bronzo e modernità per lo spazio sacro del Novecento (La Scuola di Pitagora, Napoli, 2012); Domus Viri. Domus Divi. La genesi della basilica paleocristiana (La Scuola di Pitagora, Napoli, 2017).

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Il tema della liturgia rinnovata nel senso cui prima s’è fatto cenno, una volta generalizzato e ricondotto nel campo architettonico, in termini di positiva dialettica fra ‘tradizione’ e ‘modernità’, è precisamente quello affrontato, come scrive l’Autrice, da P. Bellot nel pensare uno “stile cristiano non disattento alle istanze della modernità” o da Schwarz nel “riflettere sulle radici storiche in vista del futuro”. È anche il problema di fondo, proprio d’una religione come la nostra, del rapporto fra “immutabile” (il nucleo di fede, oltretutto ‘rivelata’) e “mutevole” (in ragione del trascorrere storico del tempo, i connessi sviluppi di civiltà e sensibilità delle diverse comunità). Dove nel “mutevole” entra anche, in buona parte, la ‘liturgia’ come espressione figurativa, in gesti e immagini (espressione “plastica” ebbe a dire efficacemente l’architetto Ludovico Quaroni), della celebrazione e dei suoi contenuti teologici ed ecclesiologici. E proprio al servizio della liturgia, non statica ma necessariamente dinamica, nel tempo e nello spazio (si pensi oggi alle plurime forme di espressione liturgica nei Paesi africani ma anche in Asia o in America Latina) si pongono le arti e, prima fra queste, per la sua funzione di coordinamento e raccordo, l’architettura. (dalla Presentazione di Giovanni Carbonara)

MARIA CAROLINA CAMPONE, PhD in Storia e Critica dell’Architettura presso l’Università degli Studi della Campania «Luigi Vanvitelli»; è professore presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli; ha svolto attività di docente a contratto presso l’Università «Vanvitelli» e «Federico II» entrambe di Napoli; collabora con istituti e agenzie di ricerca del MIUR. Ha partecipato a numerosi convegni e fornito contributi su Paolino di Nola e la sua influenza sulla realizzazione di figurazioni per il culto, sull’architettura liturgica di Ferdinando Sanfelice e Domenico Antonio Vaccaro, ha prodotto studi sul neogotico di Giacomo Guarinelli e sull’influenza del pensiero benedettino europeo sulla configurazione delle architetture di culto del Novecento. Tra le sue monografie: Michelangelo Mistico dell’arte (Libreria Editrice Vaticana, 2011); Architetture al soglio. Cemento, bronzo e modernità per lo spazio sacro del Novecento (La Scuola di Pitagora, Napoli, 2012); Domus Viri. Domus Divi. La genesi della basilica paleocristiana (La Scuola di Pitagora, Napoli, 2017).