PDFStampaEmail

I beni comuni

    L’inaspettata rinascita degli usi collettivi
  • Autore: Stefano Rodotà
  • A cura di Geminello Preterossi e Nicola Capone
  • ISBN 978-88-6542-598-5
  • Pagine: 148
  • Anno: 2018
  • Formato: 11 x 18 cm
  • Collana: Le sentinelle dell’acropoli dell’anima, 2
  • Supporto: libro cartaceo
Valutazione: Nessuna valutazione
Prezzo:
Prezzo di vendita: 11,00 €
sa02
  • sa02
Descrizione

Il presente volume I beni comuni. L’inaspettata rinascita degli usi collettivi riporta una delle ultime lezioni pubbliche tenute da Stefano Rodotà nella sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici alla presenza partecipata di ricercatori, amministratori e centinaia di cittadini. Il testo, corredato dai cinque contributi che animarono la tavola rotonda prevista per quell’occasione, mette al centro la tematica dei beni comuni in connessione con la più recente ripresa degli usi civici e collettivi in area urbana. In un dialogo vivo e ricco di spunti di riflessione Rodotà rilancia la sfida dei beni comuni nel vasto orizzonte del costituzionalismo dei diritti e dei bisogni, mettendo in evidenza la loro virtù trasformativa, la loro capacità di mettere in discussione categorie, come la sovranità e la proprietà, che appaiono consolidate e inesorabilmente orientate dall’ordoliberismo e dalla finanziarizzazione della società.

Recensioni
Nessuna recensione disponibile per questo titolo.
Subcategory
Video

Il presente volume I beni comuni. L’inaspettata rinascita degli usi collettivi riporta una delle ultime lezioni pubbliche tenute da Stefano Rodotà nella sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici alla presenza partecipata di ricercatori, amministratori e centinaia di cittadini. Il testo, corredato dai cinque contributi che animarono la tavola rotonda prevista per quell’occasione, mette al centro la tematica dei beni comuni in connessione con la più recente ripresa degli usi civici e collettivi in area urbana. In un dialogo vivo e ricco di spunti di riflessione Rodotà rilancia la sfida dei beni comuni nel vasto orizzonte del costituzionalismo dei diritti e dei bisogni, mettendo in evidenza la loro virtù trasformativa, la loro capacità di mettere in discussione categorie, come la sovranità e la proprietà, che appaiono consolidate e inesorabilmente orientate dall’ordoliberismo e dalla finanziarizzazione della società.