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àneu metròs/senza madre

    L'anima perduta dell'Europa. María Zambrano e Simone Weil
  • Autore: Stefania Tarantino
  • ISBN 978-88-6542-359-2
  • Pagine: 274
  • Anno: 2014
  • Formato: 11,5 x 19,5 cm
  • Collana: Diotìma. Questioni di filosofia e politica, 15
  • Supporto: libro cartaceo
Valutazione: Nessuna valutazione
Prezzo:
Prezzo di vendita: 18,00 €
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Descrizione

La ricerca di Stefania Tarantino porta alla luce le riflessioni di María Zambrano e di Simone Weil sull’origine della violenza europea, reinterpretando alcuni luoghi fondativi del pensiero occidentale. Vissute controcorrente nella bufera del Novecento, le due filosofe, seppur in maniera diversa, hanno mostrato i meccanismi che hanno modellato la struttura simbolica del dominio, della superbia della metafisica occidentale nei confronti della materialità del corpo materno. Tutto ciò ha determinato un oltrepassamento senza misura dei limiti imposti alla condizione umana, a favore di una oggettivazione intellettuale sempre più calcolante della natura umana e della realtà. La svalutazione del corpo-materia ha provocato la distruzione di quegli antichi saperi che, inizialmente, riguardavano la connessione originaria di corpo, anima e mondo. Madre, materia, misura, simbolizzano la generazione di ogni cosa nella sua misura, nella giusta separazione, la manifestazione ordinata ed equilibrata delle cose e degli esseri attraverso un principio generatore.
Solo quando si sarà liberata dall’ossessione di poter fare a meno di ciò che la rende vulnerabile, l’Europa riuscirà a rigenerare se stessa e ad attingere a una forza inedita.

Stefania Tarantino è filosofa e musicista. Svolge la sua attività di ricerca presso l’Università di Napoli “L’Orientale” e collabora con la cattedra di Storia della Filosofia dell’Università “Federico II” di Napoli. Il suo lavoro è incentrato soprattutto sulle filosofe del XX secolo e sulla problematizzazione della differenza sessuale all’interno della storia della filosofia e del pensiero politico contemporaneo.

Recensioni
«Il Mattino», 7 febbraio 2015
La libreria delle donne, 20 febbraio 2015
Linkabile.it, marzo 2015
«Manifesto», marzo 2015
«Corriere del Mezzogiorno», 15 marzo 2015

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La ricerca di Stefania Tarantino porta alla luce le riflessioni di María Zambrano e di Simone Weil sull’origine della violenza europea, reinterpretando alcuni luoghi fondativi del pensiero occidentale. Vissute controcorrente nella bufera del Novecento, le due filosofe, seppur in maniera diversa, hanno mostrato i meccanismi che hanno modellato la struttura simbolica del dominio, della superbia della metafisica occidentale nei confronti della materialità del corpo materno. Tutto ciò ha determinato un oltrepassamento senza misura dei limiti imposti alla condizione umana, a favore di una oggettivazione intellettuale sempre più calcolante della natura umana e della realtà. La svalutazione del corpo-materia ha provocato la distruzione di quegli antichi saperi che, inizialmente, riguardavano la connessione originaria di corpo, anima e mondo. Madre, materia, misura, simbolizzano la generazione di ogni cosa nella sua misura, nella giusta separazione, la manifestazione ordinata ed equilibrata delle cose e degli esseri attraverso un principio generatore.
Solo quando si sarà liberata dall’ossessione di poter fare a meno di ciò che la rende vulnerabile, l’Europa riuscirà a rigenerare se stessa e ad attingere a una forza inedita.

Stefania Tarantino è filosofa e musicista. Svolge la sua attività di ricerca presso l’Università di Napoli “L’Orientale” e collabora con la cattedra di Storia della Filosofia dell’Università “Federico II” di Napoli. Il suo lavoro è incentrato soprattutto sulle filosofe del XX secolo e sulla problematizzazione della differenza sessuale all’interno della storia della filosofia e del pensiero politico contemporaneo.

Recensioni
«Il Mattino», 7 febbraio 2015
La libreria delle donne, 20 febbraio 2015
Linkabile.it, marzo 2015
«Manifesto», marzo 2015
«Corriere del Mezzogiorno», 15 marzo 2015