PDFStampaEmail

Lettere di Giovanni il cinese e Conversazioni con l'Ebreo errante

  • Autore: Goldsworthy Lowes Dickinson
  • Traduzione di Claudio Spadaccini
  • ISBN 978-88-6542-539-8
  • Pagine: 118
  • Anno: 2017
  • Formato: 12 x 19,5 cm
  • Collana: Tascabili, 4
  • Supporto: libro cartaceo
Valutazione: Nessuna valutazione
t04b4
  • t04b4
Descrizione

Indignato per la condotta delle potenze occidentali durante la rivolta dei Boxer in Cina, lo scrittore inglese Goldsworthy Lowes Dickinson (1862-1932) trasforma Giovanni da leggendaria caricatura dell’immigrato cinese in simbolo della saggezza e razionalità della sua nazione e gli affida una spietata requisitoria contro l’imperialismo, il nazionalismo, l’irrazionalismo e l’ipocrisia della civiltà europea dell’inizio del XX secolo.

Nell’Ebreo errante, un’opera incompiuta scritta all’inizio degli anni Venti, l’autore, invece, immagina che un diplomatico inglese, che sta lavorando alla conferenza di pace di Parigi nel 1919, incontri nei giardini del Lussemburgo un misterioso e saggio pazzoide che crede di essere l’Ebreo errante. In un dialogo col narratore, con Lloyd George e Clemenceau il protagonista con vana e commovente razionalità denuncia le politiche e le idee che hanno condotto le potenze europee nel baratro della Prima Guerra mondiale e profetizza la Seconda.

 

Recensioni
Nessuna recensione disponibile per questo titolo.
Subcategory
Video

Indignato per la condotta delle potenze occidentali durante la rivolta dei Boxer in Cina, lo scrittore inglese Goldsworthy Lowes Dickinson (1862-1932) trasforma Giovanni da leggendaria caricatura dell’immigrato cinese in simbolo della saggezza e razionalità della sua nazione e gli affida una spietata requisitoria contro l’imperialismo, il nazionalismo, l’irrazionalismo e l’ipocrisia della civiltà europea dell’inizio del XX secolo.

Nell’Ebreo errante, un’opera incompiuta scritta all’inizio degli anni Venti, l’autore, invece, immagina che un diplomatico inglese, che sta lavorando alla conferenza di pace di Parigi nel 1919, incontri nei giardini del Lussemburgo un misterioso e saggio pazzoide che crede di essere l’Ebreo errante. In un dialogo col narratore, con Lloyd George e Clemenceau il protagonista con vana e commovente razionalità denuncia le politiche e le idee che hanno condotto le potenze europee nel baratro della Prima Guerra mondiale e profetizza la Seconda.