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Pessimismo?

  • Autore: Oswald Spengler
  • a cura di Marcello Veneziani
  • ISBN 978-88-6542-628-9
  • Pagine: 144
  • Anno: 2018
  • Formato: 12 x 19,5 cm
  • Collana: Tascabili, 7
  • Supporto: file PDF
Valutazione: Nessuna valutazione
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Descrizione

Già all’apparire del primo volume, Il tramonto dell’Occidente procurò al suo autore la critica di pessimismo, oltre che di dilettantismo. Benché ingenerosa e inconcludente, la critica fu ripetuta, si può dire, fino alla fine del Novecento. Spengler, dal suo canto, in uno scritto del 1921, quando ancora non era apparso il secondo volume della sua opera capitale, respinse qualsiasi accusa di disfattismo e di pessimismo. A torto o a ragione, chiarì innanzitutto di non essere, o di non considerarsi, un pessimista.
L’importante e denso saggio, significativamente intitolato sotto la forma di un’interrogativa retorica – Pessimismo? – è qui riproposto insieme con due conferenze quasi coeve, l’una dedicata alla lirica, ricordiamo che Spengler stesso amava scrivere versi, l’altro a quello che egli, insieme con Goethe, considerò sempre il suo nume tutelare: Nietzsche.
Il saggio di Marcello Veneziani Quel profeta di fine millenno, che accompagna la presente edizione, ripercorre le fortune e le sfortune di Spengler in tutto il Novecento, rimarca le ragioni politiche dell’ostracismo patito nel panorama europeo, e in ultimo individua le lungimiranze e i limiti di una profezia grandiosa ma in parte mancata.

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Già all’apparire del primo volume, Il tramonto dell’Occidente procurò al suo autore la critica di pessimismo, oltre che di dilettantismo. Benché ingenerosa e inconcludente, la critica fu ripetuta, si può dire, fino alla fine del Novecento. Spengler, dal suo canto, in uno scritto del 1921, quando ancora non era apparso il secondo volume della sua opera capitale, respinse qualsiasi accusa di disfattismo e di pessimismo. A torto o a ragione, chiarì innanzitutto di non essere, o di non considerarsi, un pessimista.
L’importante e denso saggio, significativamente intitolato sotto la forma di un’interrogativa retorica – Pessimismo? – è qui riproposto insieme con due conferenze quasi coeve, l’una dedicata alla lirica, ricordiamo che Spengler stesso amava scrivere versi, l’altro a quello che egli, insieme con Goethe, considerò sempre il suo nume tutelare: Nietzsche.
Il saggio di Marcello Veneziani Quel profeta di fine millenno, che accompagna la presente edizione, ripercorre le fortune e le sfortune di Spengler in tutto il Novecento, rimarca le ragioni politiche dell’ostracismo patito nel panorama europeo, e in ultimo individua le lungimiranze e i limiti di una profezia grandiosa ma in parte mancata.