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L'Albergo dei Poveri a Napoli

  • Autore: Paolo Giordano
  • prefazione di Carmine Gambardella
  • fotografie di Mimmo Jodice
  • ISBN: 978-88-6542-358-5
  • Pagine: 408
  • Anno: 2014
  • Formato: 28 x 29 cm
  • Collana: Fabbrica della Conoscenza, 28
  • Supporto: libro cartaceo
  • Prezzo di copertina: 120,00 euro
Valutazione: Nessuna valutazione
Prezzo:
Prezzo di vendita: 50,00 €
Sconto: -70,00 €
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Descrizione

Il volume si propone di illustrare un approfondito lavoro di ricerca, elaborato dall’autore nel corso di un quarto di secolo, riguardante uno degli edifici maggiormente emblematici della produzione architettonica europea settecentesca: l’Albergo dei Poveri di Napoli progettato, tra il 1749 ed il 1759, dall’architetto fiorentino Ferdinando Fuga. Ideato per ospitare i circa ottomila indigenti che, attorno alla metà del diciottesimo secolo, vagabondavano per le vie del Regno, l’edificio settecentesco si sarebbe dovuto realizzare come una lunghissima costruzione, a pianta rettangolare, composta da cinque corti in linea di cui, quella centrale, avrebbe dovuto ospitare una chiesa con quattro navate a forma di X capace di ospitare separatamente uomini, donne, bambine e bambini. Tale progetto, non essendo stato realizzato compiutamente, ha lasciato in eredità, nell’area orientale di Napoli, un’enorme architettura interrotta definita solo da tre corti compresa quella centrale che conserva le strutture basamentali incompiute della ex-chiesa. Una architettura dalla forma incompleta che, sia a causa di un prolungato abbandono e sia in conseguenza dei danni riportati a seguito del terremoto del millenovecentottanta, si presenta come un’inquietante rudere semi abbandonato a cui sembra precluso qualsiasi programma di riconfigurazione estetica, formale e funzionale. A fronte delle tre questioni riguardanti il progetto originario, lo stato attuale e il destino prossimo o futuro dell’Albergo dei Poveri, il volume risponde con tre capitoli inerenti, innanzitutto, il ridisegno del progetto settecentesco; inoltre, il rilievo grafico e fotografico dello stato di conservazione odierno e, infine, l’ipotesi di riconfigurazione del suo possibile assetto tipologico, morfologico e urbano. Nello specifico il primo capitolo affronta il tema dell’inserimento dell’edificio settecentesco nella cartografia storica evidenziando sia la documentazione delle successive fasi di costruzione e sia la rappresentazione del possibile irrealizzato riscontrabile nella suggestiva figurazione, in pianta e in prospetto, dell’Albergo dei Poveri a cinque corti così come appare disegnato nella pianta di Giovanni Carafa, Duca di Noja stampata a Napoli nel 1775. Non solo. Il primo capitolo illustra, attraverso una generosa documentazione grafica elaborata dall’autore, il ridisegno del progetto originario sia con disegni in pianta , sezione e prospetto e sia con l’ausilio di suggestivi rendering capaci di ricostruire il potenziale rapporto che avrebbe instaurato l’edificio con la città al contorno nonché le austere soluzioni ipotizzate da Ferdinando Fuga per caratterizzare gli spazi aperti delle corti laterali e quelli interni della chiesa ubicata nel cortile centrale. Il secondo capitolo affronta l’analisi conoscitiva dello stato attuale dell’edificio settecentesco, con un rilievo che, per la prima volta, restituisce la complessità strutturale e compositiva dell’Albergo dei Poveri nel suo insieme. Un rilievo critico che si approfondisce non solo tramite una suggestiva documentazione fotografica di Mimmo Jodice ma anche attraverso una disamina tematica basata sulla descrizione grafica degli apparecchi murari, degli spazi distributivi e dei tracciati proporzionali ovvero sul disvelamento della firmitas, dell’utilitas e della venustas nell’idea progettuale di Ferdinando Fuga. Il terzo capitolo, dopo la presentazione delle diverse proposte progettuali elaborate negli ultimi venticinque anni sull’Albergo dei Poveri, illustra il primo progetto preliminare complessivo di riconfigurazione della fabbrica settecentesca, elaborato da Paolo Giordano nel duemiladue, sia attraverso una ricca elaborazione grafica, bidimensionale e tridimensionale, sia tramite l’illustrazione fotografica del relativo modello ligneo, in scala 1:200, fatto realizzare, nel duemiladue, dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici di Napoli. L’ultimo capitolo si chiude con una ulteriore documentazione fotografica del primo restauro, eseguito dall’autore tra il duemila ed il duemilaquattro, riguardante la parte centrale del corpo di fabbrica meridionale ove era stata riproposta la bicromia originaria dell’Albergo dei Poveri nei colori avorio, per le modanature orizzontali e verticali, e rosa per i fondi delle superfici. Una coerente scelta cromatica inopinatamente cancellata da successivi interventi realizzati in contraddizione ai caratteri d’identità propri di un monumento urbano di chiara matrice illuminista.

Paolo Giordano, architetto, è professore ordinario di Disegno dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della SUN _ Seconda Università Napoli. È coordinatore del Dottorato di Ricerca in Architecture, Design and Cultural Heritage della SUN. Ha pubblicato articoli e saggi critici apparsi su “domus”, “AU”, “Stad Bauwelt”, “Building Design”. È autore di “Napoli. Guida di architettura moderna”, “domus dossier Berlino”, “Ferdinando Fuga a Napoli. L’Albergo dei Poveri, il cimitero delle 366 fosse, i Granili”, “Il disegno dell’Architettura funebre. Poggio Reale, il Cimitero delle 366 fosse e il Sepolcreto dei Colerici”. Si occupa di disegno architettonico e urbano in una prospettiva di coniugazione critica tra passato e contemporaneità. Realizza, tra gli altri, il progetto di riconfigurazione del centro storico di Grumo Nevano; il restauro della parte centrale dell’Albergo dei Poveri di Napoli; la riconfigurazione del portale, delle mura e del giardino interstiziale Castello Baronale di Acerra; il progetto di sistemazione della Marina di Praia a Praiano.

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Il volume si propone di illustrare un approfondito lavoro di ricerca, elaborato dall’autore nel corso di un quarto di secolo, riguardante uno degli edifici maggiormente emblematici della produzione architettonica europea settecentesca: l’Albergo dei Poveri di Napoli progettato, tra il 1749 ed il 1759, dall’architetto fiorentino Ferdinando Fuga. Ideato per ospitare i circa ottomila indigenti che, attorno alla metà del diciottesimo secolo, vagabondavano per le vie del Regno, l’edificio settecentesco si sarebbe dovuto realizzare come una lunghissima costruzione, a pianta rettangolare, composta da cinque corti in linea di cui, quella centrale, avrebbe dovuto ospitare una chiesa con quattro navate a forma di X capace di ospitare separatamente uomini, donne, bambine e bambini. Tale progetto, non essendo stato realizzato compiutamente, ha lasciato in eredità, nell’area orientale di Napoli, un’enorme architettura interrotta definita solo da tre corti compresa quella centrale che conserva le strutture basamentali incompiute della ex-chiesa. Una architettura dalla forma incompleta che, sia a causa di un prolungato abbandono e sia in conseguenza dei danni riportati a seguito del terremoto del millenovecentottanta, si presenta come un’inquietante rudere semi abbandonato a cui sembra precluso qualsiasi programma di riconfigurazione estetica, formale e funzionale. A fronte delle tre questioni riguardanti il progetto originario, lo stato attuale e il destino prossimo o futuro dell’Albergo dei Poveri, il volume risponde con tre capitoli inerenti, innanzitutto, il ridisegno del progetto settecentesco; inoltre, il rilievo grafico e fotografico dello stato di conservazione odierno e, infine, l’ipotesi di riconfigurazione del suo possibile assetto tipologico, morfologico e urbano. Nello specifico il primo capitolo affronta il tema dell’inserimento dell’edificio settecentesco nella cartografia storica evidenziando sia la documentazione delle successive fasi di costruzione e sia la rappresentazione del possibile irrealizzato riscontrabile nella suggestiva figurazione, in pianta e in prospetto, dell’Albergo dei Poveri a cinque corti così come appare disegnato nella pianta di Giovanni Carafa, Duca di Noja stampata a Napoli nel 1775. Non solo. Il primo capitolo illustra, attraverso una generosa documentazione grafica elaborata dall’autore, il ridisegno del progetto originario sia con disegni in pianta , sezione e prospetto e sia con l’ausilio di suggestivi rendering capaci di ricostruire il potenziale rapporto che avrebbe instaurato l’edificio con la città al contorno nonché le austere soluzioni ipotizzate da Ferdinando Fuga per caratterizzare gli spazi aperti delle corti laterali e quelli interni della chiesa ubicata nel cortile centrale. Il secondo capitolo affronta l’analisi conoscitiva dello stato attuale dell’edificio settecentesco, con un rilievo che, per la prima volta, restituisce la complessità strutturale e compositiva dell’Albergo dei Poveri nel suo insieme. Un rilievo critico che si approfondisce non solo tramite una suggestiva documentazione fotografica di Mimmo Jodice ma anche attraverso una disamina tematica basata sulla descrizione grafica degli apparecchi murari, degli spazi distributivi e dei tracciati proporzionali ovvero sul disvelamento della firmitas, dell’utilitas e della venustas nell’idea progettuale di Ferdinando Fuga. Il terzo capitolo, dopo la presentazione delle diverse proposte progettuali elaborate negli ultimi venticinque anni sull’Albergo dei Poveri, illustra il primo progetto preliminare complessivo di riconfigurazione della fabbrica settecentesca, elaborato da Paolo Giordano nel duemiladue, sia attraverso una ricca elaborazione grafica, bidimensionale e tridimensionale, sia tramite l’illustrazione fotografica del relativo modello ligneo, in scala 1:200, fatto realizzare, nel duemiladue, dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici di Napoli. L’ultimo capitolo si chiude con una ulteriore documentazione fotografica del primo restauro, eseguito dall’autore tra il duemila ed il duemilaquattro, riguardante la parte centrale del corpo di fabbrica meridionale ove era stata riproposta la bicromia originaria dell’Albergo dei Poveri nei colori avorio, per le modanature orizzontali e verticali, e rosa per i fondi delle superfici. Una coerente scelta cromatica inopinatamente cancellata da successivi interventi realizzati in contraddizione ai caratteri d’identità propri di un monumento urbano di chiara matrice illuminista.

Paolo Giordano, architetto, è professore ordinario di Disegno dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della SUN _ Seconda Università Napoli. È coordinatore del Dottorato di Ricerca in Architecture, Design and Cultural Heritage della SUN. Ha pubblicato articoli e saggi critici apparsi su “domus”, “AU”, “Stad Bauwelt”, “Building Design”. È autore di “Napoli. Guida di architettura moderna”, “domus dossier Berlino”, “Ferdinando Fuga a Napoli. L’Albergo dei Poveri, il cimitero delle 366 fosse, i Granili”, “Il disegno dell’Architettura funebre. Poggio Reale, il Cimitero delle 366 fosse e il Sepolcreto dei Colerici”. Si occupa di disegno architettonico e urbano in una prospettiva di coniugazione critica tra passato e contemporaneità. Realizza, tra gli altri, il progetto di riconfigurazione del centro storico di Grumo Nevano; il restauro della parte centrale dell’Albergo dei Poveri di Napoli; la riconfigurazione del portale, delle mura e del giardino interstiziale Castello Baronale di Acerra; il progetto di sistemazione della Marina di Praia a Praiano.