Il diritto di guerra e di pace (3 volumi)

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110,00 €
Autore: Ugo Grozio
a cura di Carlo Galli e Antonio Del Vecchio
ISBN 978-88-7723-147-5, volume I
ISBN 978-88-7723-149-9, volume II
ISBN 978-88-7723-151-2, volume III
Pagine: 1442
Anno: 2022
Formato: 15 x 21 cm
Collana: Filosofia, politica, diritto, 3
Supporto: libro cartaceo

Il De iure belli ac pacis (prima edizione 1625, ultima 1646) è il capolavoro del giurista olandese Ugo Grozio, che ne ha tratto fama immensa e duratura. La vastità e la complessità del libro ne hanno sempre impedito la traduzione italiana completa: questa che vede la luce, a cura di Carlo Galli e Antonio Del Vecchio, con la collaborazione di un team di studiosi, autori delle traduzioni e delle introduzioni, è la prima edizione integrale nella nostra lingua, frutto di anni di lavoro. La cultura italiana può ora fruire del testo, accuratissimo, di questo classico del pensiero, l’ultima grande opera della piena modernità che ancora non era a disposizione degli studiosi del nostro Paese. Grozio – definito “la coscienza giuridica d’Europa” – dispiega qui tutto il suo prodigioso sapere multilinguistico e multiculturale in un libro che è una pietra miliare del pensiero giuridico e politico. Attingendo all’antichità greca, romana, ebraica, alla tradizione cristiana dai Padri della Chiesa fino alla Seconda Scolastica, attraverso il medioevo germanico, confrontandosi con Gentili e Bodin, convocando diritto, filosofia, storiografia, politica, teologia, Grozio ricostruisce – con migliaia di esempi, veri e propri “casi di studio” – i tratti fondamentali del diritto naturale e del diritto delle genti. La ragione moderna mostra qui, in uno dei propri volti più potenti, la capacità di svolgere in modo autonomo l’eredità di tutto il proprio passato, per fornire al nuovo protagonista della storia, il soggetto proprietario, gli strumenti per orientarsi nella pace e nella guerra, per riconoscere e dominare – nelle nuove circostanze storiche ed economiche, nel formidabile laboratorio del XVII secolo – la trama razionale dell’essere. Attraversare tutta la storia per ottenere la giustificazione giuridica della prassi moderna: questo è il compito che Grozio si è assegnato, che la storia ha acclamato, che il lettore italiano può ora conoscere da vicino, per valutarne l’arditezza di concezione e i tratti di sconcertante attualità.

Huig de Grooth (Ugo Grozio) nasce nel 1583 a Delft, in Olanda. Avvocato, ha tra i propri clienti la Compagnia olandese delle Indie Orientali e il principe Maurizio di Nassau. Divenuto pensionario di Rotterdam, si avvicina alle posizioni tolleranti di Arminio. Nel 1618, nel contesto del conflitto teologico-politico olandese, è condannato al carcere a vita. Riesce a fuggire, con l’aiuto della moglie, nel 1619, e si rifugia in Francia. Dal 1634 è ambasciatore di Svezia a Parigi, impegnato, tra l’altro, nei negoziati che porteranno alle paci di Westfalia. Muore nel 1645.

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