Commentari di Cesare sulla guerra gallica (e-book)
A cura di Marco Lanterna
Prefazione di Anna Rotunno
ISBN 979-12-5613-069-6
Pagine: 256
Anno: 2026
Formato: 15 x 21 cm
Collana: Biblioteca di cultura europea, 21
Supporto: file PDF (1.3 Mb)
Tra le tante traduzioni del De bello Gallico di Cesare, questa di Sossio Giametta primeggia per il suo carattere filosofico ossia di sentimento della Vita davvero congeniale e contiguo all’antico sentire romano, imponendosi quindi come una sorta di reference. “Volgarizzamento” sarebbe stato forse il titolo più rispondente alle sue eccelse qualità di stile, proprio al modo dei volgarizzamenti antichi, i quali rivaleggiavano cogli stessi originali: non a caso Giametta che traduce Cesare ricorda Davanzati alle prese con Tacito. E infatti, come nota Anna Rotunno nella sua illuminante prefazione, “anche per il meno accorto lettore della traduzione giamettiana viene naturale pensare che se Cesare avesse potuto scriverli in italiano li avrebbe certamente scritti nell’italiano di Sossio. [...] Occorreva, dunque, il senso speciale di Sossio per l’umano, di cui la sua lingua miracolosa è la manifestazione più compiuta, per vedere Cesare restituito a quelle pagine e per vedere quelle pagine accendersene. Non nel senso che la versione sossiana faccia brillare il testo latino d’una luce non sua, ma nel senso che essa rivela del testo di Cesare la luce che gli è propria e la pulsante vitalità”.
Sossio Giametta (Frattamaggiore 1929 - Bruxelles 2024) collaborò con Colli e Montinari all’edizione critica delle opere e delle lettere di Nietzsche, del quale poi tradusse tutte le opere più quattro volumi di frammenti postumi. Di Nietzsche fu grande interprete nonché commentatore con titoli ormai classici (Nietzsche il poeta, il moralista, il filosofo; Commento allo “Zarathustra”; Nietzsche e i suoi interpreti; Saggio sullo “Zarathustra”; Commento a “Umano, troppo umano”). Tradusse anche Spinoza, Goethe, Hegel, Stirner, Freud e Schopenhauer. Espresse la sua filosofia più personale in Grandi problemi risolti in piccoli spazi e soprattutto nella “Trilogia dell’Essenzialismo” (Il bue squartato; L’oro prezioso dell’essere; Cortocircuiti). Fu altresì romanziere ed elzevirista.
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