Il patriota e il "vaudeville"

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Teatro, pubblico e potere nella Parigi della Rivoluzione
Autrice: Erica Joy Mannucci
ISBN 978-88-6542-242-7
Pagine: 568
Anno: 2013
Formato: 15 x 21 cm
Supporto: libro cartaceo

Con un metodo d’indagine innovativo il libro della Mannucci affronta un settore fondamentale della produzione culturale nella Francia rivoluzionaria: il teatro.

I dati disponibili vanno utilizzati tutti insieme per giungere a un quadro storico complessivo non inficiato da pregiudizî, e perciò anacronistico, della vita teatrale e dei problemi politici, sociali, economici, culturali, umani ad essa connessi. Ne segue la necessità di conoscere in tutte le sue articolazioni il dibattito sulla funzione del teatro che si è svolto nei decenni precedenti la rivoluzione. Questa conoscenza permette di mettere a fuoco e valutare in maniera adeguata il modo in cui durante la rivoluzione vennero affrontati i problemi dell’emancipazione civile degli attori e delle attrici, del rinnovamento della vita teatrale, della censura.

I mutamenti politici e culturali misero in moto un’evoluzione del repertorio che portò a nuovi generi e temi. Particolarmente degna di attenzione è apparsa la connotazione politica della commedia che si occupava dei problemi quotidiani, esistenziali e affettivi. Il libro affronta anche il rapporto fra il teatro e la vita delle famiglie e degli individui: il pubblico poteva assistere a spettacoli che investivano direttamente la sua esperienza. Il teatro offriva modelli che i gli individui potevano utilizzare, ad esempio, per risolvere quel conflitto tra i sentimenti “naturali” e il senso del dovere patriottico che si manifestava nel momento dell’angoscia per la sorte dei figli e degli innamorati al fronte, o per l’elaborazione del lutto.

La conoscenza di tutti questi dati permette anche un’analisi articolata delle questioni relative ai rapporti tra i poteri, sia centrali che locali, e la vita teatrale e una loro ricostruzione nelle diverse fasi susseguitesi fino a Termidoro. Nel libro della Mannucci viene sottolineata l’importanza della funzione di mediazione culturale che hanno gli autori drammatici e gli attori grazie alla padronanza delle tecniche della comunicazione teatrale e alla profonda conoscenza delle esigenze del pubblico. I drammaturghi elaborano messaggi che danno un contributo originale alla cultura rivoluzionaria francese. In appendice completano il quadro i testi di due commedie-vaudeville di successo con gli spartiti delle musiche che ne fanno parte.

Questa ricerca ha voluto riportare l’attenzione su dei “morti dimenticati”, persone, ma anche testi, preferendoli agli individui e agli scritti famosi che vengono di solito ricordati e fatti conoscere, come se fossero i soli a rappresentare un’epoca. L’intento è stato quello di restituire dettagliatamente un aspetto importante della vita di un’intensissima stagione, ancora oggi controversa e capace di suscitare forti passioni. Così, partendo dal laboratorio del teatro, il libro mira a proporre alcune domande e alcune risposte di carattere più generale sul percorso e l’esperienza di quella mai abbastanza conosciuta rivoluzione.

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