L'eredità ideale della lotta di liberazione. Passi scelti

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2,00 €
Autore: Piero Calamandrei
ISBN 978-88-89579-76-3
Pagine: 20
Anno: 2009
Formato: 12 x 17 cm

Da «Passato e avvenire della Resistenza»

 

«Ma soprattutto, vedete, dobbiamo fare noi stessi: è la premessa per tutto il resto. Mi chiederete, perché rifare noi stessi, in che senso? ecco, per esempio, quanti di noi sperano nella fine di questo casi tremendi, per iniziare una laboriosa e quieta vita, dedicata alla famiglia e al lavoro? Benissimo: è un sentimento generale, diffuso e soddisfacente. Ma, credo, lavorare non basterà: nel desiderio invincibile di ’quiete’, anche se laboriosa, è il segno dell’errore. Perché in questo bisogno di quiete è il tentativo di allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica. È il tremendo, il più terribile, credetemi, risultato di un’opera di diseducazione ventennale […] che martellando per vent’anni da ogni lato, è riuscita ad inchiodare in molti di noi dei pregiudizi. […] Tutti i giorni ci hanno detto che la politica è lavoro di ’specialisti’. […] Credetemi, la ’cosa pubblica’ è noi stessi, ciò che ci lega ad essa non è un luogo comune, una parola grossa e vuota, come ’patriottismo’ o amore per la madre che in lacrime e in catene ci chiama […] Al di là di ogni retorica, constatiamo come la ‘pubblica’ sia noi stessi, la nostra famiglia, il nostro lavoro, il nostro mondo, insomma, che ogni sciagura, è sciagura nostra, come ora soffriamo per l’estrema miseria in cui il nostro paese è caduto: se lo avessimo sempre tenuto presente, come sarebbe successo questo? […] L’egoismo, l’interesse, ha tanta parte in quello che facciamo: tante volte si confonde con l’ideale. Ma diventa dannoso, condannabile, maledetto, proprio quando è cieco; in intelligente. Soprattutto quando è celato. e, se ragioniamo, il nostro interesse e quello della ’cosa pubblica’, insomma, finiscono per coincidere. Appunto per questo dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro più delicato e importante. Perché da questo dipendono tutti gli altri, le condizioni di tutti gli altri. Se non ci appassionassimo a questo, se non lo trattiamo a fondo, specialmente oggi, quella ripresa che speriamo, a cui tenacemente ci attacchiamo, sarà impossibile» (Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana, lettera di Giacomo Ulivi).

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