Intuizione intellettuale e sintesi trascendentale in Kant (e-book)

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9,36 €
Autore: Giuseppe Giannetto
ISBN 978-88-6542-430-8
Pagine: 192
Anno: 2015
Formato: 15 x 21 cm
Collana: Pensare e conoscere, 1
Supporto: file PDF (1.4 Mb)

L’Autore in questa monografia ha trattato con interesse teoretico alcuni temi complessi del criticismo kantiano, non sempre messi in giusto rilievo dall’ermeneutica kantiana, che consentono, nondimeno, una comprensione più compiuta del pensatore tedesco. Il primo tema è legato alla teoria dell’intuizione intellettuale, che, quando viene intesa entro l’ambito dell’opposizione tra intelletto intuitivo e intelletto discorsivo, non pone in risalto i diversi tipi di molteplice presenti nel criticismo. Il ruolo dell’intelletto, infatti, come viene opportunamente dimostrato nella monografia, è più esteso rispetto a quello dell’intelletto intuitivo e a quello dell’intelletto discorsivo che sono quasi specie di uno stesso genere più ampio rappresentato dall’ intelletto. Ciò porta ad approfondire la distinzione tra pensare e conoscere, l’estensione maggiore del pensare rispetto al conoscere, la distinzione tra uso trascendentale e significato trascendentale delle categorie e il ruolo svolto dai concetti arbitrari. In base a questa prospettiva, prima viene individuata la presenza di una intuizione intellettuale finita anche in Leibniz e in Kant, poi, viene attentamente considerata la sintesi trascendentale e, soprattutto, la sintesi intellettuale che si riferisce, come viene interpretato in modo convincente, alla metaphysica specialis. Oltre a questo particolare campo della metafisica, l’Autore ritiene che sarebbe stato anche possibile – sebbene Kant critichi nella Critica della ragion pura, diversamente dalla fase precritica, l’esistenza di mondi possibili riduttivamente considerati secondo la regola logica della conversione – applicare,mediante la formulazione di giudizi ipotetici concepiti in senso euristico, la sintesi intellettuale ad ideare altri mondi. La monografia termina con alcune considerazioni sull’idealismo trascendentale, dove il filosofo tedesco, pur interrogandosi su ciò che è fuori del soggetto finito,continua, in realtà, a rimanere entro i limiti della relazione fenomenica.

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