La quarta vigilia (e-book)

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Gli ultimi anni di Blaise Pascal
Autore: Bruno Nacci
ISBN 978-88-6542-315-8
Pagine: 434
Anno: 2013
Collana: Mille e una storia, 2
Formato: 15,5 x 21 cm
Supporto: file PDF (4.92 Mb)

A Blaise Pascal, genio scientifico, massimo scrittore in prosa del Seicento francese, è dedicata questa meditazione biografica che lo segue negli ultimi quattro anni e mezzo della sua vita. Giorno dopo giorno, attraverso le lettere e i documenti interni al piccolo mondo di Port-Royal, emerge il contrasto tra la fede pura e coraggiosa delle religiose, le pedanti dispute teologiche dei solitaires e le manovre politiche della Corte e della gerarchia ecclesiastica. Su tutti spicca Pascal, nel momento cruciale di composizione delle Pensées, e appare come in controluce la figura di un uomo di cui sappiamo ben poco, ma che una critica agiografica spesso ha voluto descrivere quasi come un santo o un bigotto, e non come l’intraprendente borghese, l’avveduto capitalista che pure fu. Consapevole di trovarsi davanti a una frattura epocale della storia europea, che vedrà affermarsi con le classi borghesi il mito scientifico e lo Stato moderno, interprete egli stesso e protagonista di questa svolta, sarà forse il solo a scorgervi in anticipo le conseguenze. Da un lato la secolarizzazione – a cui nello scontro con Port-Royal la Compagnia di Gesù impresse una decisa e accorta accelerazione –, dall’altro l’affermarsi di un’individualità insofferente di ogni tutela e già destinata a essere il fondamento della nuova civiltà illuministica, fecero riflettere Pascal sulla necessità di un incondizionato abbandono a Dio. Fu aiutato in questo, non senza resistenze e scontri dolorosi, dalla severa fermezza delle religiose e soprattutto da quella tra loro che più amava e di cui temeva il giudizio, la sorella Jacqueline. Perché in modo confuso e contraddittorio, un’altra linea di contrasto si stava delineando anche all’interno di Port-Royal, quella tra l’universo maschile, chiuso nel suo atavico senso di supremazia, e l’universo femminile, che una delle religiose avrebbe così riassunto: “Ci trattano come se fosse scontato, dal momento che siamo religiose, che siamo anche stupide; perché è incredibile come a volte ci parlano in modo irragionevole”.

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