La letteratura greca dell'antichità
A cura di Gherardo Ugolini e Enrico Renna
Traduzione di Eduardo Simeone
Revisione editoriale di Gerardo Fortunato
ISBN 979-12-5613-084-9
Pagine: 704
Anno: 2026
Formato: 14 x 21 cm
Collana: Le veglie di Attico, 10
Supporto: libro cartaceo
Quando, agli inizi del Novecento, Wilamowitz fu invitato a collaborare alla collana divulgativa «Die Kultur der Gegenwart», era già uno dei più prestigiosi e autorevoli esperti di antichità greca, professore all’università di Berlino e autore di pubblicazioni importanti come Aristoteles und Athen e l’edizione commentata dell’Eracle di Euripide, da molti considerato il suo capolavoro. Gli fu chiesto di scrivere un profilo della letteratura greca dell’antichità e lo fece a modo suo: niente note, pochissime parole in greco, scarsi riferimenti bibliografici. Fu d’immediata evidenza ai lettori d’allora che l’affermato filologo faceva delle scelte alquanto originali: all’età classica era concesso poco spazio rispetto all’ellenismo e all’età imperiale.
Se nelle edizioni successive fu ristabilito un certo equilibrio, tuttavia giudizi netti e idiosincrasie restarono. La mano maestra del grande filologo si vede soprattutto nei ritratti di Eschilo, Sofocle, Euripide, Platone, che ancora oggi ci appaiono memorabili. «Tragedia e commedia, quelle diventate storicamente generi greci, hanno la medesima radice: l’estasi dionisiaca», scrive quando accenna alle origini del teatro. Parole sorprendenti se pensiamo alla giovanile polemica con Nietzsche di trent’anni prima.
L’anticlassicista Wilamowitz, votato all’indagine storica, offre una comprensione totale della produzione letteraria dei Greci, dall’epos omerico fino all’epoca di Giustiniano, occupandosi dei vari generi (compresi quelli delle scienze) e indagando le grandi individualità della cultura antica così da mettere il lettore «in grado di scorgere fisionomie umane fortemente caratterizzate là dove la generazione precedente vedeva volti eroici, stilizzati e idealizzati» (Giorgio Pasquali).
Uscita nel 1905, ampliata e rivista nel 1912, poi ristampata nel 1924 e nel 1995, La letteratura greca dell’antichità è un’opera solo «in apparenza di divulgazione» (Arnaldo Momigliano), un’opera storicamente importante e finora accessibile solo a chi conosce il tedesco. Corredata da un saggio di Gherardo Ugolini e da note chiarificatrici, la presente traduzione, la prima in assoluto, si propone quale indispensabile contributo di storia della filologia classica per giunta dedicato a uno dei suoi massimi esponenti, «forse insuperato conoscitore della grecità» (Luciano Canfora).
Ulrich von Wilamowitz-Moellendorff (1848-1931), professore di filologia classica alle università di Greifswald, Gottinga e Berlino, è stato il più celebre antichista della sua generazione. Di Wilamowitz sono disponibili presso i nostri tipi Alle fonti del Clitumno, L’arte del tradurre, Il tramonto dell’antichità e altri scritti.
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