Spazi e culture del Mediterraneo

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Ricerca PRIN 2009-2011
A cura di Massimo Giovannini, Marinella Arena, Paola Raffa
ISBN 978-88-6542-408-7
ISSN 2464-9668
Pagine: 492
Illustrato a colori
Anno: 2015
Formato: 28 x 31 cm
Collana: Fabbrica della conoscenza, 52
Supporto: libro cartaceo

La parola «Mediterraneo» ha accompagnato temi e riflessioni rilevanti per la comunità  scientifica del disegno. Il tempo e l'uso hanno forse amplificato un termine che, nella sua etimologia, racchiude il senso di questo luogo. Medi-terraneo è infatti il mare di mezzo, circondato da terre, denso di relazioni fra una riva e l'altra. È il mare bianco, calmo e navigabile, capace di sostenere i «legni» cartaginesi, le triremi romane, le galee veneziane ma anche le carrette del mare. Queste ultime, cariche di nuovi viaggiatori, spinti dalla guerra e dalla povertà , trasportano, fisicamente, le istanze delle popolazioni che vivono sulla sponda sud di quello che per lungo tempo è stato chiamato il Mare Nostrum. Le sponde del Mediterraneo sono state cantate dai poeti d'ogni tempo, narrate da scrittori e analizzate da studiosi e saggisti. Sono frastagliate, complesse, variegate, come la molteplicità  degli aspetti naturali, ambientali e culturali che in questi luoghi si sono formati e sviluppati. Le sponde cariche di colori, odori e materia, si compongono a formare paesaggi, naturali e artificiali, che sono lo scenario della vita di popoli e società  antiche e contemporanee. Il Mediterraneo dunque non è solo un luogo reale e concreto, uno spazio fisico e temporale, ma è anche il multiforme riflesso di un luogo ideale, incorporeo, dove avvengono mediazioni e scambi, diffusione di culture e condivisione di risorse. È il centro della nostra identità  di studiosi e di uomini. È anche uno spazio mitico, simbolico e culturale. Dove ha luogo, da sempre, la cultura della condivisione e delle ibridazioni. Della ragionevolezza che tutto filtra, elabora e trasforma. Il Mediterraneo esprime la convergenza tra spirito e natura. Tra materialità  e religione.

The word «Mediterranean» has accompanied issues and considerations relevant to the scientific community of design. Time and use have perhaps amplified a term that, in its etymology, contains the sense of this place. Medi-terraneo is in fact the sea in the middle, surrounded by lands, with dense relations between a bank and the other. It is the white sea, calm and navigable, able to support the Carthaginians «woods», the Roman trireme, the Venetian galleys but also the ships of shame. The latter, full of new travelers, driven by war and poverty, transport, physically, instances of people living on the south shore of what has been called the Mare Nostrum. The shores of the Mediterranean have been sung by poets of all time, told by writers and analyzed by scholars and essayists. They are rugged, complex, varied, as the multiplicity of natural, environmental and cultural factors that in these places were formed and developed. The banks laden with colors, smells and matter, they are composed to form landscapes, natural and artificial. They are the scene of the life of peoples and ancient and contemporary societies. The Mediterranean is therefore not only a real and tangible place, a physical and temporal space, but it is also the multifaceted reflection of a place, incorporeal, where occur brokerages and exchanges, diffusion of cultures and sharing of resources. It is the center of our identity as scholars and men. It is also a legendary, symbolic and cultural area. Where it takes place, as always, the culture of sharing and hybridization. Reasonableness that all filters, processes and transforms. The Mediterranean expresses the convergence of spirit and nature. Between materiality and religion.

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