Osservazioni intorno a' romanzi

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  • OG10
20,40 € 24,00 €
Autore: Giuseppe Maria Galanti
Edizione critica a cura di Domenica Falardo
con un saggio di Sebastiano Martelli
ISBN 978-88-97820-19-2
Pagine: LXXXIV-254
Anno: 2018
Formato: 16,5 x 24 cm
Collana: Opere di Giuseppe Maria Galanti, 10
Supporto: libro cartaceo

Un'edizione moderna delle Osservazioni intorno a' romanzi di Giuseppe Maria Galanti era auspicata da alcuni decenni, non soltanto dagli studiosi dell'illuminista meridionale, ma anche da quanti hanno rivalutato autori e testi del romanzo italiano del Settecento o con sguardo comparatistico hanno affrontato il romanzo europeo, in molti casi evidenziando che il testo di Galanti costituisce il contributo italiano più significativo di teoria e sociologia del romanzo nel Settecento. Nell'edizione critica qui pub­blicata per le cure di Domenica Falardo e con un saggio di Sebastiano Martelli vede la luce anche la quarta edizione delle Osservazioni, allestita dall'autore, ma mai consegnata alle stampe, insieme con altri consistenti materiali (appunti e schede di lettura, annotazioni e riflessioni) — parte di una ponderosa documentazione appartenente all'Archivio Galanti —, un testo che valorizza ulteriormente il contributo galantiano al dibattito italiano ed europeo sul romanzo nel Settecento, dal quale emerge un confronto del riformatore meridionale con gli sviluppi del nuovo genere letterario della modernità che va ben oltre la prima edizione (1780) delle Osservazioni, riproposte nel 1781 e nel 1786, prolungandosi fino ai primi anni dell'Ottocento.
A fronte della sua scarsa considerazione del romanzo italiano del Settecen­to, Galanti s'impegna in un'operazione a tutto campo rivolta al romanzo europeo, in particolare inglese e francese, attraverso progetti di traduzione, pubblicazione e analisi della narrativa europea — da quella "sentimenta­le" popolare di Baculard d'Arnaud ai romanzi di Richardson e Rousseau, dal conte philosophique di Voltaire ai contes moraux di Marmontel, Diderot, Saint-Lambert, dal romanzo "politico" di Mably alla letteratura "sociale" e utopica di Mercier, alla narrativa femminile; una progettazione con significative realizzazioni che, tra l'altro, segna un nuovo capitolo dell'e­ditoria napoletana negli anni Ottanta del Settecento, anche in relazione a quella veneziana.
In linea con il dibattito critico europeo sul romanzo, soprattutto con le posizioni di Diderot (Elogio di Richardson) e di altri enciclopedisti, ma sintonizzandosi anche con i contributi provenienti dal dibattito inglese sul novel, Galanti assegna al romanzo un ruolo importante come veicolo della nuova sociabilità e sensibilità illuministica, strumento che può favo­rire la progettualità riformatrice, volano per il cambiamento del costume e l'attecchimento dello "spirito pubblico" e delle "virtù" morali e civili, da utilizzare nell'educazione, nell'istruzione e nei nuovi spazi borghesi della lettura, in cui il pubblico femminile comincia ad avere un ruolo protagonistico. Non sfuggono all'autore le peculiarità del nuovo genere letterario nella comunicazione e nella circolazione della cultura illumi­nistica, destinata ad emarginare i vecchi saperi, né i paradigmi estetici, sociologici e antropologici che alimentano il romanzo e aprono alla mo­dernità. Di qui il suo percorso ventennale di attenzione al romanzo eu­ropeo nel segno di un'idea comparatistica della letteratura e della cultura, che questa edizione delle Osservazioni consente di qualificare come un capitolo non occasionale dello straordinario laboratorio del riformatore meridionale, finalizzato alla civilisation e a incidere sulle reali condizioni di una società divisa tra la lunga durata dell'ancien régime e le forme della sociabilità aristocratica e borghese.

Domenica Falardo è professoressa associata di Letteratura italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Salerno. Le sue ricerche, di carattere prevalentemente filologico-letterario, sono relative, in particolare, ai secoli XVI e XVIII. Tra i suoi lavori l'edizione critica di un ponderoso carteggio inedito di Nicolò Franco (Epistolario 1540-1548. Ms. Vat. Lat. 5642, Stony Brook, NY, Forum Italicum Publi­shing, 2007) e di due opere giovanili inedite di Giuseppe Maria Galan­ti (Scritti giovanili inediti, Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Press, 2011), saggi sul Cinquecento e sul Settecento. È componente del comitato scientifico della rivista «Misure critiche» e dell'executive edito­rial board della rivista «Forum Italicum».

Sebastiano Martelli, professore ordinario di Letteratura italiana nell'U­niversità di Salerno, è stato visiting professor nelle università di Rennes (Francia), Johannesburg (Sud Africa), Albany (Stati Uniti). Sul Settecento ha pubblicato: La floridezza di un reame. Circolazione e persistenza della cultura illuministica meridionale (1996), Riformatori e giacohini molisani tra pro­vincia e capitale (2002), Primo tempo della letteratura sulla "catastrofe" del 1799 (2002), Giornali di viaggio in Abruzzo (1791, 1793) di G. M. Galanti (2006), Un inedito di Giuseppe Maria Galanti sulla letteratura napoletana (2006), Due secoli di sfortune editoriali e un ritrovamento fortunato (2011), Francesco Lon­gano: il "Purgatorio" ritrovato e l'utopia di Filopoli (2015), Genovesi e Galanti (2018); altri volumi e saggi sul Cinquecento e sull'Otto-Novecento. Un suo peculiare settore di studi è quello sulla letteratura dell'emigrazione italiana dall'ultimo ventennio dell'Ottocento a tutto il Novecento, su cui ha pubblicato numerosi studi in Italia e all'estero. È direttore della rivista «Misure critiche» e Associate Editor della rivista «Forum Italicum».

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