Giorni di festa

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Dispute umanistiche e strane storie di sogni, presagi e fantasmi
Autore: Alessandro d'Alessandro
Introduzione, commento e cura di Mauro de Nichilo
Traduzione di Claudia Corfiati
Testo latino a fronte
ISBN 978-88-6542-133-8
Pagine: 260
Anno: 2014
Formato: 14 x 21 cm
Supporto: libro cartaceo

In una cornice frammentaria, nella quale affiorano i ricordi personali dell'autore e che dà  alla sua enciclopedica operazione antiquaria il sapore e la vivacità del dibattito culturale umanistico, i Giorni di festa (Geniales dies) del giureconsulto napoletano Alessandro d'Alessandro (1461-1523) procedono di capitolo in capitolo affrontando al di fuori di un'organica architettura e di un ordine prestabilito gli argomenti più eterogenei riguardanti il mondo antico: dalla storia agli ordinamenti militari, sociali e religiosi, al diritto pubblico e privato e alla vita quotidiana, da questioni di filosofia, scienze naturali, archeologia, grammatica e critica testuale alle curiosità , alle leggende, alle arti magiche e alla superstizione.
     Spacciati dall'autore come materiali estemporanei raccolti durante le veglie notturne, il passatempo dei rari momenti d'ozio sottratti alle occupazioni forensi, i sei libri dei Geniales dies sono testimonianza dei fasti perduti di una civiltà , quella napoletana, ormai in crisi: crisi che ingenera nei suoi intellettuali, nutritisi degli ideali umanistici alla scuola del Pontano, disorientamento e sentimento di decadenza, ma anche per rivalsa bisogno di sottolineare la loro appartenenza al contesto culturale italiano.
     Da questo punto di vista l'opera del d'Alessandro, edita per la prima volta a Roma nel 1522, rispecchia a pieno le tendenze dell'Umanesimo italiano tra fine Quattrocento e primo Cinquecento, anche se poi le curiose disquisizioni su fantasmi, sogni, visioni e creature mostruose, sembrano riportare alla preminente impostazione scientifica - in senso ancora medievale - della cultura napoletana, universitaria e non, a cavallo tra i due secoli.
     Molto fortunati sino al tardo Seicento, da Croce definiti «libro della cultura europea», i Giorni di festa, difficilmente accessibili ai lettori moderni, vengono ora qui proposti in un'ampia scelta: «se ora non rendono i servigi che un tempo resero, non è certo questa una buona ragione perché anche gli eruditi li dimentichino affatto. Qualcosa ne trarranno, se li riapriranno».

Mauro de Nichilo insegna Letteratura umanistica presso l'Universita «Aldo Moro» di Bari. Ha studiato prevalentemente l'Umanesimo meridionale con incursioni in quello romano e fiorentino, occupandosi in particolare di poesia latina e volgare, storiografia, epistolografia, oratoria ed enciclopedismo, oltre che di intertestualità  e storia della tradizione. Ha al suo attivo edizioni critiche del Pontano, del Calenzio, del Brancati e del Cleofilo, i volumi I viri illustres del cod. Vat. lat. 3920 (Roma 1997), Retorica e magnificenza nella Napoli aragonese (Bari 2000) e numerosi saggi apparsi in riviste, atti di convegni e volumi miscellanei. Responsabile scientifico locale dei progetti PRIN 1998, 2000, 2002, 2005 e 2007, ha curato i volumi Biblioteche nel Regno fra Tre e Cinquecento (Lecce 2009), Poliziano e dintorni. Percorsi di ricerca (Bari 2011) e la sezione La cultura greca nell'Occidente europeo tra Umanesimo e Rinascimento, in «CRMH», 25, 2013.

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Sole 24 ore, 25 settembre 2016

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